taboo tom hardy

Taboo – occultismo e il fascino feroce di Tom Hardy

La serie racconta dell’avventuriero James Delaney che, dopo aver passato diversi anni in Africa, torna a Londra per riscuotere l’eredità del padre appena deceduto. Ben presto dovrà fare i conti con il misterioso passato della sua famiglia, fronteggiando la potente Compagnia britannica delle Indie Orientali (la società di mercanti inglese più famosa della storia) interessata – per questioni strategiche – al suo lascito.

L’intrigo politico già meriterebbe una discreta attenzione, senza contare il contesto storico nel quale è ambientata: anno 1814 dove a divampare è la questione inglese-americana, con i moti indipendendisti dei secondi che di lì a poco sfoceranno in una furiosa guerra.
Ma a rendere il tutto ancora più interessante ci sono chiare tracce di occultismo, la magia nera delle tribù trabile africane, con cui il protagonista ha un sinistro legame e che presto esploderà in tutto il suo fascino esoterico nel plot.

Tom Hardy interpreta il ruolo del’antieroe, un uomo tornato da chissà quale luogo oscuro, che fluttua come uno spettro tra i vicoli laidi della Londra vittoriana (davvero ben ricostruita). La prima puntata ha difatto giocato molto sul fascino feroce e magnetico dell’attore, con frequenti inquadrature in primo piano o mezzo busto. Inquadrature, da cui sembra pronto a saltar fuori per strappare il cuore allo spettatore tanto è cupo e rabbioso il character del personaggio. Una presenza scenica con cui – da solo – riesce a tenere in piedi questi primi 55 minuti. Gli altri personaggi? Ancora non memorabili, ma siamo ancora all’inizio..

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